Archivio per Aprile, 2008

Kiss me, kiss me Licia…

Posted in anime con i tag on Aprile 30, 2008 by nimue86

Kiss me Licia (Ai Shite Knight) è un anime di Kaoru Tada arrivato in Italia nel 1986, e credo che rimarrà nella storia per il successo che ha avuto.

La trama è molto semplice e imperniata sulla storia di amore mista a musica tra Licia (Yakko) e Mirco (Go), leader della band Bee Hive, che inizia “un giorno per caso” (cito la sigla) quando la ragazza incontra il fratello di Mirco, Giuliano.

In Giappone sono state pubblicate varie edizioni del manga, tra cui una deluxe, che sono andate tutte a ruba e persino dei romanzi ora introvabili, mentre in Italia la storia è stata pubblicata sul Corriere dei piccoli con i nomi e le storie della versione italiana, e nel 2002 la Star Comics ha finalmente deciso di pubblicare il manga originale.

Non dimentichiamo però i TELEFILM di Kiss me Licia, trasmessi su Italia 1, una delle cose più anni ‘80 che io abbia mai visto:

  • Love me Licia; primo tentativo di realizzare un telefilm su Kiss me Licia, esstremamente fedele alle immagini dell’anime, ma anche molto cotonato
  • Licia dolce Licia;
  • Teneramente Licia;
  • Balliamo e cantiamo con Licia; sono tre edizioni del telefilm rispettivamente del 1987,1988 e 1989 con protagonista, nel ruolo di Licia, niente poco di meno che CRISTINA D’AVENA. Questi tre sequel in carne ed ossa dell’anime ripercorrono le vicende dei due innamorati, diventati marito e moglie e anche dei Bee Hive, le loro tournée e i loro dischi.

La sigla, cantata sempre da Cristina D’Avena, è una delle più note del mondo anime e manga, una di quelle classiche canzoncine che si cantano quando piove o quando si sta con la chitarra a giocare agli scout.

Ultima nota un po’ triste: navigando in rete per informarmi meglio su questo anime molto carino ho scoperto che l’autrice di Kiss me Licia, Kaoru Tada, è deceduta nel 1999 in seguito ad una caduta.

Che cosa triste!!!

per restare in tema…

Posted in varie ed eventuali con i tag on Aprile 30, 2008 by nimue86

Sempre in tema di musica e anime/manga, vi rivelo un’altra notizia di FONDAMENTALE IMPORTANZA: i Bee hive esistono!!

Per chi non avesse visto “Kiss me Licia” (Ai Shite Night), i Bee Hive sono quella band di capelloni multicolore che girano sempre con Licia, del cui cantante, Mirco, lei si innamorerà; diciamo che la trasposizione in realtà della band è un pochino diversa come si può notare dalle foto, però c’è anche da dire sull’onda del celebre anime, negli anni ‘80 ebbero un boom assurdo, tale da battere in dischi venduti anche gli Europe e i Duran Duran.

Il progetto originale si è poi affievolito negli anni successivi, a causa anche dei vari impegni dei membri della band, infatti su Myspace si può trovare sia la pagina dei Bee Hive, sia quella della Bee Hive reunion

In questi giorni, però, i Bee Hive hanno deciso di tornare a farsi sentire con la loro presenza:

Il 21 aprile 2008 su tutte le radio italiane uscirà il nuovo singolo dei Bee Hive Reunion “Don’t say goodbye“. Sarà disponibile su tutte le piattaforme multimediali e negli store digitali di tutto il mondo. Dal 27 aprile la band si riunirà in Italia, per cominciare il Tour di promozione del singolo in Radio e Tv

Leggende metropolitane…

Posted in varie ed eventuali con i tag on Aprile 30, 2008 by nimue86

Ci sono leggende metropolitane anche nel campo degli anime e dei manga…una di queste ci riguarda direttamente, nel senso che coinvolge un noto esponente della musica italiana: Piero Pelù.

Per anni gli è stata attribuita la sigla di Jeeg Robot d’acciaio che lui avrebbe cantato per l’edizione italiana, in realtà, come ha smentito lo stesso Piero più volte (p.e. qui) si tratta di una notizia falsa, alimentata forse dai sogni di qualche suo fan o dall’orecchio poco allenato dei fan di Jeeg robot.

Sta di fatto che a forza ndi attribuirgli la paternità della sigla Piero si è convinto a cantarla davvero e ne ha inserito una sua versione nel suo nuovo album “Fenomeni”, la canzone non è nel cd ma è disponibile a pagamento ed in download da iTunes, diciamo come una chicca per autentici fissati.

E’ un caso curioso di una leggenda che si trasforma in realtà e soprattutto dopo essere stata smentita!!

A.A.A. vendesi…

Posted in anime, manga, merchandising, varie ed eventuali con i tag on Aprile 28, 2008 by nimue86

..cartoni animati giapponesi vecchio stile a prezzi modici.

Non preoccupatevi non sto cercando un finanziamento alternativo per l’università, ma posto solo il link di un sito che vende anime classici a modici prezzi.

suggerisco anche di fare un giro su ebay, perché spesso si fanno ottimi affari, ma mi raccomando, guardate prima quanto è affidabile il venditore.

Buon shopping a tutti!

What’s Gashapon?

Posted in cultura giapponese con i tag on Aprile 28, 2008 by nimue86

Uno dei motivi per cui adoro il Giappone e soprattutto Tokyo, è la passione dei giapponesi per le cose più originali, di cui spesso sono creatori, e le le loro manie strane, soprattutto in tema di collezionismo.

Non so quale meccanismo psicologico spinga i giapponesi a organizzare gare assurde e disperarsi per completare le collezioni più bizzarre, ma ciò che è certo è che questo li rende universalmente famosi e li presenta al mondo come una nazione che sa anche divertirsi oltre che lavorare e studiare per tempi lunghissimi.

I gashapon non sono altro che le mini riproduzioni in plastica di personaggi di anime, manga, videogiochi e film famosi che si trovano in appositi distributori al modico costo di 50 cent o un’euro(100 yen ca.); per intenderci sono quei pupazzetti di Hello Kitty e Winnie the pooh che trovate dovunque, soltanto che in Giappone c’è molta più scelta (vedi foto).

Un negozio di gashapon a Tokyo

Il termine gashapon è onomatopeico e deriva da: “gatcha”, il suono che fa la rotella del distributore quando gira e “pon”, che è quello della capsula di plastica quando scende giù.

Anche in questo caso esistono molti negozi specializzati, soprattutto on line, per i collezionisti, forum di discussione e mercatini di scambio sul web; a Tokyo il posto migliore per trovare gashapon di ogni genere è il quartiere di Akihabara noto per la grande disponibilità di materiale per otaku (appassionati di manga e anime).

Segnalo inoltre un libro per chi volesse approfondire la questione e conoscere più da vicino cosa sono i gashapon e chi sono i loro collezionisti, dal titolo “Gashapon hunter” (136 pagine).

…per me si va tra la perduta gente

Posted in anime, autori con i tag on Aprile 24, 2008 by nimue86

Non ci si sorporende sul perché Go Nagai, autore di fumetti horror dalle atmosfere tenebrose, abbia apprezzato così tanto la Divina Commedia, da trarne ispirazione per una storia : Mao Dante; cosa c’è di meglio delle storie dell’inferno per costruire una saga demoniaca?

Nasce così Devilman, o meglio risorge dalle ceneri di un lavoro precedente: Mao Dante, un manga che sconvolge la tradizione cristiana e reinventa in modo oscuro le storie delle Sacre Scritture.

Nei lavori di Nagai c’è sempre una dualità tra bene e male che si confondono e si mescolano in personaggi che per loro natura  dovrebbero essere malvagi e invece, per un motivo o per un altro, compiono azioni nobili. Il nome del manga è ripreso appunto dai “ma” , demoni della tradizione giapponese che normalmente dovrebbero essere avversi all’uomo, ma Dante, il protagonista, mostra di avere una coscienza tutt’altro che scontata.Lo scenario in cui è collocata la storia di Dante è un umanità divisa in 2 fazioni in lotta, una contro dio, quella dei satanisti e una a favore, quella della chiesa, ma niente di quello che descrive Nagai fa pensare alla figura di un Dio benevolo e onnisciente, anzi, si tratta di una figura più simile ad un demone capriccioso che distrugge e dispensa dolore in modo arbitrario.

Il manga, composto da 2 volumi, è incompiuto, esiste però un’ottima trasposizione in anime (OAV) con 13 episodi, e, cosa più importante, Mao Dante è il prologo di un grande capolavoro: Devilman.

Nel 1972 il manga di Mao Dante venne soppresso perché ritenuto offensivo verso la cultura cristiana, ma la Toei Animation rimase molto impressionata da Nagai e gli commissionò una continuazione della storia che fu poi trasposta in anime nello stesso anno. Devilman è Akira Fudo, un diciassettenne posseduto da un demone che si reincarna nel suo corpo con l’obiettivo di distruggere la razza umana, Amon, il demone, viene però influenzato dalla coscienza del ragazzo, o meglio da quello che provoca in lui la bella Miki, con i suoi sentimenti puri e le sue ramanzine. Per questo Akira comincia a combattere tutti gli altri demoni per proteggere Miki e le sua famiglia e, indirettamente, tutto il genere umano; ritorna quindi la già citata dualità associata ad un personaggio che non è certo un eroe senza macchia: Akira è ribelle, testardo e a tratti infantile, un vero e proprio antieroe.

Trattandosi di un anime “depurato”, pur fatto molto bene, lo spirito horror di Go Nagai è un po’ ridimensionato ed anche i disegni sono molto diversi, quelli del manga sono più d’impatto e in esso l’immagine di Amon ricorda quasi esplicitamente la figura caprina del diavolo. Esistono comunque altri manga collegati a Devilman con storie sia parallele sia indipendenti, ma con un argomento simile, alcuni sono dello stesso Nagai, altri di Yu Kinutani, che ha usato l’idea di Devilman per approfondire le storie di alcuni personaggi. Sono tutti inviti alla lettura e alla visione dell’anime, diretti soprattutto a chi ama l’horror e le storie complesse

Go!Go!Go!….Go Nagai special #1

Posted in anime, autori, manga con i tag on Aprile 22, 2008 by nimue86

Go NagaiGo Nagai è semplicemente il Dante Alighieri dei manga, crea storie e personaggi tenebrosi e interessanti ed è autore di alcuni tra i maggiori classici del genere, delle vere e proprie pietre miliari come Goldrake,Mazinga e Devilman.

E’ famoso per il suo gusto noir e la sua volontà di stupire, infatti le sue storie passano tutt’altro che inosservate fin dagli esordi della sua carriera; go Nagai ha infatto esordito con un fumetto che era costruito su ragazzi/e precoci e professori molesti;Harenchi gakuen (la scuola spudorata), combattuto strenuamente da diverse associazioni giapponesi di genitori. Se da un lato l’uso di questi temi alimenta le convinzioni di da sempre associa questo genere ai manga, dall’altro c’è anche da dire che Go Nagai lo usa semplicemente per mostrare quello che c’è davvero dietro la società giapponese, per descriverla integralmente.

Go Nagai stupisce e irrita per la sua capacità di sfidare il sistema costituito, per questo è stato un vero e proprio apripista per chi ha voluto trattare tematiche forti anche nei manga e negli anime.

In Italia, comunque, la grande figura di Go Nagai è tradizionalmente associata alla saga robotica di Mazinga(Mazinga Z, 1972 e Il Grande Mazinga, 1974) e Goldrake(1973), a cui ha dedicato gran parte della sua vita, ha infatti disegnato quasi più remake di mazinga e goldrake che nuovi manga. Per questo Nagai si è spesso affidato, per la realizzazione dei manga di Mazinga e Goldrake, al suo insostituibile braccio destro Gosaku Ota, mentre lui si è occupato principalmente degli anime, per questo spesso chi ha letto i manga e ha visto gli anime ha notato delle grandi incongruenze.

Come non ricordare poi, un altro grande capolavoro del grande Nagai : Devilman. In questa serie appare in pieno tutto il suo gusto per l’horror, p.e. nelle ambientazioni cupe,nei personaggi dalla psiche travagliata, nei combattimenti e negli spargimenti di sangue, ma anche in questo caso compaiono differenze fondamentali quando si parla dell’anime. Anime e manga erano destinati a due target differenti, pertanto, per renderlo accessibile anche ad un pubblico meno maturo, alcune cose sono state cambiate, dall’aspetto del demone (che è in realtà un ragazzo di nome Akira) ai temi portanti, che sono stati enfatizzati maggiormente nella direzione del coraggio e della giustizia.

Sulla censura e l’adattamento delle storie di Go Nagai,infine, faccio rispondere lui stesso:

"Ho avuto a che fare parecchie volte con la censura,m sono
spesso battuto con i miei editori per far rispettare i miei
disegni.Penso di avere una morale e di rispettarla;io ho dei limiti che
non voglio oltrepassare,non ho mai meritato di essere censurato e non lo
sono mai stato.
La censura è un fenomeno che varia con il tempo,io mi adatto e mi piego
alla situazione".

(estratto dell’intervista a Go Nagai, la cui versione integrale è disponibile qui)

……to be continued………..

I’m a lolita baby…..

Posted in cultura giapponese con i tag on Aprile 22, 2008 by nimue86

ragazze in stile kogal Per le strade di Shibuya, noto quartiere alla moda di Tokyo, si incontrano spesso ragazze vestite all’ultima moda, con uno stile inconfondibile che ricalca quello californiano, ma al tempo stesso se ne distanzia per l’originalità e il gusto: le kogals.

La moda kogals è nata negli anni ‘90 con l’obiettivo principale di emulare le star occidentali e di vestirsi come loro, con abiti firmati all’ultimo grido,pelle dorata e make up vistoso, spesso le ragazze kogals usano anche uniformi scolastiche tipicamente giapponesi (quelle di Sailor Moon per intenderci), a cui abbinano accessori sfarzosi ed eleganti.

Da questo fenomeno diffuso ormai in tutto il Giappone, nasce uno sottocultura, quella delle Gothic Lolita oGothic Lolita Harajuku girls(Harajuku è appunto una stazione del quartiere di Shibuya); queste ragazze rivisitano lo stile occidentale dell’800, vittoriano e rococò, in chiave moderna, combinandolo con uno stile simile quello gothic-dark.

Cosa c’entrano delle ragazze che la mattina vanno a scuola in divisa e il pomeriggio si vestono come sensuali bambole di porcellana con gli anime classics? La loro icona, nonché illustratrice della loro rivista ufficiale “Gothic & Lolita bible”, è Ryoko Ikeida, creatrice di Lady Oscar, che con questo manga/anime ha importato lo stile romantico della Francia settecentesca in Giappone, ispirando tante giovani ragazze a costruire una moda alternativa fatta di bustini,pizzi,ombrellini, ecc…

Si può dire che quello delle lolita made in Japan è un fenomeno partito dagli anime e approdato nel mondo reale, ma anche che è ritornato nei manga/ anime stessi; molte autrici di shojo (fumetti per ragazze solitamente romantici), infatti, hanno introdotto tra i loro personaggi delle vere gothic lolita, hanno esplorato questo piccolo mondo creando storie che sono scorci di vita di queste ragazze.

Per tutti i curiosi,che a questo punto spero siano molti, posto il link di un dettagliato articolo sullo stile Gothic Lolita.

Inu-Yasha vs Ranma 1/2

Posted in anime con i tag on Aprile 22, 2008 by nimue86

Quando ho iniziato questo blog ho precisato in un post che avrebbe trattato solo di anime “classici” quelli degli anni ‘80 e inizio ‘90, infatti questi per me sono le basi essenziali per gli amanti degli anime; tuttavia alcuni mangaka hanno una carriera così lunga che annoverano tra i loro lavori alcuni molto vecchi ed altri molto recenti,. Per lavori intendo soprattutto manga, dai quali poi sono tratti gli anime della stessa serie: cambiano le storie, ma cambiano anche i modi di animarle.

E’ il caso della già citata Rumiko Takahashi. Guardando Ranma 1/2 e Inu Yasha si notano evidenti differenze nelle scene, nei colori e nell’animazione, benché, a livello di fumetto, non sia cambiato niente; ovviamente ciò è dovuto ai progressi della computer grafica che ha messo lo zampino in Inu yasha e che è invece assente in Ranma 1/2.

I disegni dei manga sono spesso adattati, ma lo sono ora più che in passato e infatti anche in questo caso in Ranma 1/2 sono più tondeggianti e più vicini ai disegni del manga e allo stile della Takahashi, in Inu Yasha sonbo più spigolosi e si nota maggiormente lo stacco rispetto al consueto stile della sensei.

Voglio precisare che non si tratta affatto di una critica negativa, semplicemente faccio presente alcuni particolari che possono essere notati da chiunque; il punto è un altro: la moderna animazione ci consente di vedere combattimenti, effetti speciali e scene spettacolari che prima difficilmente venivano realizzate in modo fedele a come erano state pensate dagli autori, ma lo cambia lo stile classico dei cartoni animati giapponesi, per lo meno quello che io e chi come me ha vissuto questa esperienza, considera tale.

Personalmente, da un lato ringrazio di non dover più vedere disegni “spiaccicati” sulla tv che ricalcavano scene movimentate e difficili da animare (v. salti e schiacciate di Mila), dall’altro, come ogni buon estimatore che si rispetti, sono affezionata a quello stile un po’ “rude” dei primi anime, un po’ come chi guarda un pc e pensa a quando aveva l’Amiga o l’ms-dos….

A volte ritornano….

Posted in anime con i tag , on Aprile 18, 2008 by nimue86

Dal 21 Aprile torna su Italia 1 Belle e Sebastien (Meiken Joli= cane intelligente),dal lunedì al venerdì alle ore 7.50.

La regia è di Kenji Hayakawa, mentre il character design è di Shuichi Seki, lo stesso disegnatore di altre serie famosissime come “Le avventure di Tom Sawyer” e “Flo, la piccola Robinson”, l’animazione è di Noboyuki Kitajima, che aveva già lavorato in “Hello Spank!”.

Ritornano le avventure del piccolo Sebastien, orfano di madre, che vive in un villaggio dei Pirenei con il nonno e il suo piccolo cane Pucci. Belle, la sua co-protagonista, è una randagia che il piccolo salva da una morte certa (il cane era infatti accusato ingiustamente di aggressione) e con cui inizia il suo viaggio, al seguito del circo in cui lavora, alla ricerca della madre perduta.

Ha avuto un successo immediato; si tratta infatti di un anime di altri tempi, dove ci sono solo amicizia e avventure prive di violenza, per questo è adatto a bambini di ogni età, un vero e proprio fuoriclasse dell’animazione. Tra l’altro Belle e Sebastien è stato realizzato  sulla base di un romanzo di una scrittrice francese Cécil Aubry, uscito in Francia in contemporanea con il cartone animato, destinato proprio ad un pubblico di “piccoli”; la serie è infatti frutto di una collaborazione franconipponica.

Credo che questo sia innanzitutto uno dei cartoni più tristi della storia, secondo solo a Remì, il bambino più perseguitato dalla sfortuna che abbia mai visto, e poi è anche conosciutissimo per la sua sigla.                   Molti forse conoscono la nuova versione di Cristina D’avena, in realtà la versione precedente è ben biù datata visto che la serie risale agli anni ‘80 (più precisamente è approdata in Italia nel 1982) ed è quella con il famoso “trrrrr”—> http://it.youtube.com/watch?v=2r_M8-7Fw_w.

Comunque…io ho visto l’intera serie, ma mi farebbe molto piacere rivederla….fortunatamente è raro avere lezione alle sette del mattino quindi credo che riuscirò a gustarmela (ammesso che mi svegli) :)