…per me si va tra la perduta gente

Non ci si sorporende sul perché Go Nagai, autore di fumetti horror dalle atmosfere tenebrose, abbia apprezzato così tanto la Divina Commedia, da trarne ispirazione per una storia : Mao Dante; cosa c’è di meglio delle storie dell’inferno per costruire una saga demoniaca?

Nasce così Devilman, o meglio risorge dalle ceneri di un lavoro precedente: Mao Dante, un manga che sconvolge la tradizione cristiana e reinventa in modo oscuro le storie delle Sacre Scritture.

Nei lavori di Nagai c’è sempre una dualità tra bene e male che si confondono e si mescolano in personaggi che per loro natura  dovrebbero essere malvagi e invece, per un motivo o per un altro, compiono azioni nobili. Il nome del manga è ripreso appunto dai “ma” , demoni della tradizione giapponese che normalmente dovrebbero essere avversi all’uomo, ma Dante, il protagonista, mostra di avere una coscienza tutt’altro che scontata.Lo scenario in cui è collocata la storia di Dante è un umanità divisa in 2 fazioni in lotta, una contro dio, quella dei satanisti e una a favore, quella della chiesa, ma niente di quello che descrive Nagai fa pensare alla figura di un Dio benevolo e onnisciente, anzi, si tratta di una figura più simile ad un demone capriccioso che distrugge e dispensa dolore in modo arbitrario.

Il manga, composto da 2 volumi, è incompiuto, esiste però un’ottima trasposizione in anime (OAV) con 13 episodi, e, cosa più importante, Mao Dante è il prologo di un grande capolavoro: Devilman.

Nel 1972 il manga di Mao Dante venne soppresso perché ritenuto offensivo verso la cultura cristiana, ma la Toei Animation rimase molto impressionata da Nagai e gli commissionò una continuazione della storia che fu poi trasposta in anime nello stesso anno. Devilman è Akira Fudo, un diciassettenne posseduto da un demone che si reincarna nel suo corpo con l’obiettivo di distruggere la razza umana, Amon, il demone, viene però influenzato dalla coscienza del ragazzo, o meglio da quello che provoca in lui la bella Miki, con i suoi sentimenti puri e le sue ramanzine. Per questo Akira comincia a combattere tutti gli altri demoni per proteggere Miki e le sua famiglia e, indirettamente, tutto il genere umano; ritorna quindi la già citata dualità associata ad un personaggio che non è certo un eroe senza macchia: Akira è ribelle, testardo e a tratti infantile, un vero e proprio antieroe.

Trattandosi di un anime “depurato”, pur fatto molto bene, lo spirito horror di Go Nagai è un po’ ridimensionato ed anche i disegni sono molto diversi, quelli del manga sono più d’impatto e in esso l’immagine di Amon ricorda quasi esplicitamente la figura caprina del diavolo. Esistono comunque altri manga collegati a Devilman con storie sia parallele sia indipendenti, ma con un argomento simile, alcuni sono dello stesso Nagai, altri di Yu Kinutani, che ha usato l’idea di Devilman per approfondire le storie di alcuni personaggi. Sono tutti inviti alla lettura e alla visione dell’anime, diretti soprattutto a chi ama l’horror e le storie complesse

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