Archivio perGennaio, 2009

Esperimenti culinari giapponesi

Adoro la cucina giapponese e non solo il sushi, ma tutti gli altri piatti che hanno un sapore e una composizione tipica di questo paese; dopo mille pasticci culinari finalmente le cose cominciano a venirmi bene.

La difficoltà di questa cucina sta non tanto nella ricerca degli ingredienti , che io trovo dal mio caro amico dell’alimentari giapponippo, ma nel loro corretto utilizzo, che differisce molto da quello della cucina italiana.

Per esempio il daikon, il famoso tubero bianco che si vede nei sacchetti della spesa dei personaggi di manga e anime, è molto ricco di acqua per cui prima di essere messo in pentola dev’essere messo sotto sale o, se bollito, va fatto scolare a dovere e poi strizzato.

Nel corso della mia ultima cena giappo style ho cucinato i seguenti piatti:

- Gratin di daikon e patate

- Alette di pollo con zenzero e soia

- Vari assaggini di maki sushi al tonno, salmone e polpa di granchio.

Non ho le foto perché la fame era tanta, ma assicuro che i commenti sono stati tutti positivi e la riuscita è stata più che buona.;  chi volesse cimentarsi nella realizzazione di questa ricetta me lo comunichi così gli manderò le ricette; non sono sicura di poterle pubblicare perché sono prese da due libri di cucina giapponese sottoposti a copyright.

Data definitiva per Ponyo

Ponyo on the cliff by the sea uscirà nelle sale il 20 Marzo, distribuito da Lucky Red, con il titolo “Ponyo sulla scogliera”.

Il film, che in Giappone ha riscosso un grande successo e sbancato i botteghini, cammina verso la data d’uscita su un bel tappeto di recensioni positive, frutto della partecipazione del nuovo lavoro di Miyazachi al 65esimo festival di Cannes, dove, pur non avendo vinto, ha mostrato ottime potenzialità di pubblico anche in un paese come l’Italia dove questo genere di animazione sta diventando sempre più di nicchia e dove anime  e manga vengono saltuariamente riscoperti come una moda passeggera e non come una vera e  propria cultura.

Le varie recensioni si soffermano su due temi principali:

- identificano Ponyo come un film pensato e prodotto per una fascia infantile, in un settore, quale quello deegli anime giapponesi, che solo in parte è rivolto ad un pubblico di questo tipo (in genere si tende ad identificare un film animato come un cartone con temi adatti ai bambini)

- lodano in maniera positiva la colonna sonora del film, soffermandosi in particolare sulla sigla di chiusura, che ha un tono e un ritornello molto piacevoli da ascoltare e che, tra l’altro, ti si imprimono nella testa come una filastrocca e non ti abbandonano per almeno due giorni dopo la visione del film.

La mia opinione sui due punti è :

- ….sì è vero, questo film è molto più “children oriented” dei precedenti di Miyazachi, perché, come ho affermato anche in un post precedente, rimangono i temi importanti e la volontà di descriverli da un punto di vista diverso da quello adulto, ma si riduce la vena polemica del maestro, c’è è più dolcezza e meno critica e compaiono quasi esclusivamente sentimenti buoni; si può dire che sia uno dei pochi film di Miyazachi dove il bene vince in assoluto. Gli altri film hanno di certo un finale positivo, ma sempre con una nota amara, non è il classico “vissero felici e contenti della disney”, ma piuttosto un’equa considerazione dei lati positivi e negativi di una vicenda dove, alla fine, vincono i primi.

-…anche questo è vero, la colonna sonora è pregevole, ma il tocco in più è proprio la sigla finale che dà quel senso di spensieratezza e divertimento che il film in parte vuole trasmettere nella figura del piccolo pesciolino rosso che vuole diventare una bambina, Ponyo appunto. E’ una cosa diversa dalle classiche OST che accompagnano film come questo, complesse e di largo respiro, e molto più semplice e genuina, un po’ come le sigle degli anime classici che tutti ricordano (tipo “Hello Spank!….”).

In ogni caso a breve la Lucky Red dovrebbe dedicare un minisito al film in attesa della data d’uscita.

Fonte : Animeclick e Lucky Red

….riscoprendo Banana Yoshimoto

Quando ero all’ultimo anno delle scuole elementari possedevo, come ogni alunna che si rispetti, il famoso Sussidiario di italiano dove c’erano dei racconti antologici scelti apposta per bambini di quell’età; misteriosamente, tra un racconto comico e una fiaba di Gianni Rodari, c’era anche un testo estratto da “Kitchen” di Banana Yoshimoto, un racconto dal titolo “Moonlight Shadow” che mi aveva colpita particolarmente, farcita com’ero di anime e manga.

Quasi inconsapevolmente ho ripreso il libro qualche giorno fa in biblioteca e stamattina mi sono ritrovata davanti lo stesso racconto letto tantissimi anni fa (beh non troppi, non sono mica una matusa…) e devo dire che il fascino è lo stesso, così come è bello ritrovare un’autrice così particolare nello stile e nei racconti.

Consiglio dunque a tutti questo libro, così come gli altri di Banana Yoshimoto che, piano piano, mi accingerò a leggere.

Ponyo on the cliff by the sea

Continua la mia rassegna cinematografica alla scoperta della filmografia di Hayao Miyazaki, soprattutto dopo essere riuscita a procurarmi l’ultimo film del maestro, “Ponyo on the cliff by the sea” (2008)”, l’ennesima prova di come sappia parlare a grandi e piccini, traducendo concetti complessi infiabe semplici ed incisive.

Ponyo è una creatura marina nata dall’unione tra Fujimoto, un essere umano che ha scelto di rinunciare al suo mondo “sporco ed inquinato” per rifugiarsi nelle profondità del mare e la sua sposa, la Madre del Mare : un giorno per caso, Ponyo risale in superficie e incontra Sosuke, un bambino di cinque anni che la scambia per un pesce rosso e si prende cura di lei, almeno fino a quando Fujimoto non arriva a riprendere sua figlia. Ponyo ha però intezione di ritornare da lui e diventare un essere umano e usa i suoi poteri magici per trasformarsi in una bambina e incontrare di nuovo Sosuke, così facendo però, altera l’equilibrio tra il mondo marino e quello terrestre, causando un’alluvione; come fare per rimettere le cose a posto e rimanere umana, nonostante Fujimoto desideri riportarla a casa?Sarà Sosuke, un bambino semplice ed intelligente, a fornire la soluzione grazie all’affetto forte e puro che prova per Ponyo.

Proprio come Ponyo e Sosuke, anche Miyazaki gioca con l’acqua, vi crea intorno un mondo meraviglioso e trasforma una piccola città di mare in un autentico regno marino, in cui si svologono le vicende dei protagonisti, che , come in molti film di Miyazaki, sono due bambini. In questo film, tuttavia, la vena polemica di Miyazaki contro il mondo degli adulti e la loro “cattiveria” è più attenuata, i personaggi “buoni” non sono più solo i bambini o le creature soprannaturali che li circondano e che popolano il mondo di Miyazachi, ma anche coloro che si prendono cura di Ponyo e Sosuke, come per esempio Lisa, la madre di quest’ultimo, figura forte e dolce al tempo stesso, che a lui raccomanda “…Sosuke, ricordati sempre di non giudicare dalle apparenze” .

Riemerge invece il contrasto tra l’uomo e la natura, nell’oscura eredità lasciata dagli tsunami asiatici che sono spesso citati nel film; la stessa città di mare, dove vive Sosuke, viene allagata da un’onda anomala, causata dal ritorno di Ponyo, ma, invece di essere distrutta, viene inglobata dall’onda stessa diventando una sorta di acquario dalle dimensioni giganti che ospita e salva gli abitanti della città.

Il lato fiabesco domina quindi anche sulla natura e  sulla cattiveria e sembra pervadere l’intero film, nel quale Miyazachi appare più “rilassato” e sognatore rispetto agli altri suoi film che ho visto, tanto che il prodotto è genuinamente raccomandato ai bambini dalla critica on line e, a mio parere, ne ha tutto il diritto, perché è dolce ed istruttivo, oltre ad essere un’impagabile lavoro di grafica e sceneggiatura.

Princess Mononoke

Ebbene sì lo confesso….del grande Miyazaki ho visto solo “La città incantata” (2001) e “Il castello errante di Howl” (2004), mentre mi ero persa “La principessa Mononoke” (1997) ed altri grandi classici che mi propongo di vedere assolutamente, per il semplice fatto che sono rimasta incantata da questo film.

Come in molte altre opere di Hayao Miyazaki, ritornano temi come la lotta tra l’uomo e la natura, il binomio bene/male che accompagna l’uomo, ma non riesce mai interamente ad incolparlo né ad esentarlo dalle sue responsabilità e dalle ripercussioni delle sue azioni, temi importanti inseriti in storie semplici, con prospettive diverse da quelle usuali (spesso prese dal mondo infantile) , ma non per questo meno efficaci nel compito di far riflettere profondamente chi osserva.

Lo stile è inconfondibile, è quello di un autore che ancora oggi, anche con la presenza della computer grafica e di aiuti tecnologici di ogni sorta, ha scelto di realizzare a mano l’80% dei disegni per i suoi film, prendendosi il giusto tempo per ponderare ogni inquadratura, colorare ogni dettaglio, fisico e psicologico, dei personaggi, per creare così un prodotto che rasenta l’artigianalità (beh qualche aiutino l’ha accettato).

Non riporto la trama della “Principessa Mononoke” per una precisa scelta : io non la conoscevo a priori, neanche a grandi linee, e ne sono rimasta piacevolmente stupita, consiglio, quindi, di affrontare con la stessa “ignoranza” la visione del film per poi lasciarsi piacevolmente trasportare per due ore buone nel magico mondo di Miyazaki, senza preconcetti o anticipazioni. Tutto quello che posso dirvi è che la stessa cura riservata ai disegni ed all’animazione è riposta ugualmente nella sceneggiatura e nei dialoghi, e rende la storia intrigante, tanto che farete fatica a staccarvi dallo schermo con lo scorrere dei titoli di coda.

Buoni propositi 2009

La storia dei miei buoni propositi per ogni anno nuovo è costellata di clamorosi fallimenti, ma nonostante tutto continuo a farne di nuovi e sempre diversi nella speranza di diventare più coerente (lo so….anche questo è un buon proposito e per di più, fallendo, mina tutti gli altri).

Il mio buon proposito di smettere di fumare risalente a circa due anni fa, credo sia ormai morto e sepolto, asfissiato da dense nubi di nicotina; il proposito di diventare più menefreghista sembra sia valso solo per alcune persone, quelle sbagliate tra l’altro, quindi può considerarsi bello che naufragato ed infine il mio personale record di “proposito non mantenuto” : non dire più cattiverie, durato circa un minuto dopo la mezzanotte e fallito dopo il seguente dialogo (di cui ometterò parzialmente i nomi):

anonima – ” Guarda che bella M… sembra una Barbie!! “

io – ” Sì Barbie-battona!! “

Se però il detto “anno nuovo, vita nuova” non è del tutto errato, forse questa è la volta buona :

1- Farmi sentire di più con i miei amici, ( familiari esclusi…eh adesso non pretendiamo troppo, un passo alla volta)

2- Girare un po’ di più e non rimanere sempre qui (che mi fa male!!!)

3- Trovare degli obiettivi ed impegnarmi concretamente per raggiungerli (questo riguarda soprattutto il lavoro)

Anche se pochi mi sembrano abbastanza congrui da riempire un intero anno; ora incrociamo le dita e speriamo bene!