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Sua maestà Rumiko Takahashi

Rumiko Takahashi non è parente dell’imperatore del Giappone, non ha sangue blu eppure è una vera principessa…..dei manga.

Nata nel 1957 a Niigata, in trentadue anni di onorata carriera ha sfornato manga che sono stati sempre un successo mondiale, fra cui: Lamù, Ranma 1/2, Maison Ikkoku e ultimo, ma non ultimo, Inu Yasha.Il caso della sensei(maestra) Takahashi è quello di una fan appassionata che è passata dal ricopiare disegni tratti dai suoi manga preferiti ad idearne dei propri, passando per un corso di disegno del famoso Kazuo Koike (Lone wolf and club, Crying freeman).

Rumiko Takahashi è diventata mangaka quasi per caso: ha vinto per la prima volta un concorso di disegno al liceo(dopo un paio di tentativi falliti), ed ha coltivato la sua passione durante l’università alternando il corso di Kazuo Koike, serale, alle lezioni universitarie; per lei, ha dichiarato, è sempre stato come partecipare ad un club più che ad una vera e propria scuola per disegnatori professionisti. Quasi non sembra una vera principessa per la sua umiltà…

Le sua due principali caratteristiche sono la versatilità e la puntualità: R. Takahashi è passata dal genere comico all’horror (v. La saga delle sirene) con estrema facilità e senza perdere nessuno dei suoi pregi grafici e creativi; è inoltre un’eccezione nel mondo dei manga per la sua rigidità, nel senso che finisce sempre puntualmente i suoi lavori, non causa ritardi nella pubblicazione e, chi l’ha conosciuta, assicura che è amabile per la sua innata gentilezza .

Il suo tratto è molto semplicistico, ma quando deve la Takahashi sa realizzare scene di combattimento spettacolari, mostri sempre nuovi e curatissimi e soprattutto sviluppa dei personaggi originali(Ranma 1/2 ne è la prova). L’unica eccezione, a mio parere, è Kagome, protagonista femminile di Inu Yasha, che ricalca fin troppo Akane (Ranma 1/2) nella testardaggine e nella maturazione da ragazzina a donna.

La principessa applica degnamente il primo insegnamento del suo maestro K. Koike, ossia che i fumetti si reggono sui personaggi, per cui se sono ben costruiti, il successo è quasi automatico; in questo sta gran parte del suo successo, nel saper trovare personaggi che offrono sempre cose nuove da scoprire, nel bene e nel male, che, quando sembrano scontati, reagiscono in un modo che non ti saresti mai aspettato.

E magari leggendo i fumetti della Takahashi speri ancora che questo possa accadere nella realtà.