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Data definitiva per Ponyo

Ponyo on the cliff by the sea uscirà nelle sale il 20 Marzo, distribuito da Lucky Red, con il titolo “Ponyo sulla scogliera”.

Il film, che in Giappone ha riscosso un grande successo e sbancato i botteghini, cammina verso la data d’uscita su un bel tappeto di recensioni positive, frutto della partecipazione del nuovo lavoro di Miyazachi al 65esimo festival di Cannes, dove, pur non avendo vinto, ha mostrato ottime potenzialità di pubblico anche in un paese come l’Italia dove questo genere di animazione sta diventando sempre più di nicchia e dove anime  e manga vengono saltuariamente riscoperti come una moda passeggera e non come una vera e  propria cultura.

Le varie recensioni si soffermano su due temi principali:

- identificano Ponyo come un film pensato e prodotto per una fascia infantile, in un settore, quale quello deegli anime giapponesi, che solo in parte è rivolto ad un pubblico di questo tipo (in genere si tende ad identificare un film animato come un cartone con temi adatti ai bambini)

- lodano in maniera positiva la colonna sonora del film, soffermandosi in particolare sulla sigla di chiusura, che ha un tono e un ritornello molto piacevoli da ascoltare e che, tra l’altro, ti si imprimono nella testa come una filastrocca e non ti abbandonano per almeno due giorni dopo la visione del film.

La mia opinione sui due punti è :

- ….sì è vero, questo film è molto più “children oriented” dei precedenti di Miyazachi, perché, come ho affermato anche in un post precedente, rimangono i temi importanti e la volontà di descriverli da un punto di vista diverso da quello adulto, ma si riduce la vena polemica del maestro, c’è è più dolcezza e meno critica e compaiono quasi esclusivamente sentimenti buoni; si può dire che sia uno dei pochi film di Miyazachi dove il bene vince in assoluto. Gli altri film hanno di certo un finale positivo, ma sempre con una nota amara, non è il classico “vissero felici e contenti della disney”, ma piuttosto un’equa considerazione dei lati positivi e negativi di una vicenda dove, alla fine, vincono i primi.

-…anche questo è vero, la colonna sonora è pregevole, ma il tocco in più è proprio la sigla finale che dà quel senso di spensieratezza e divertimento che il film in parte vuole trasmettere nella figura del piccolo pesciolino rosso che vuole diventare una bambina, Ponyo appunto. E’ una cosa diversa dalle classiche OST che accompagnano film come questo, complesse e di largo respiro, e molto più semplice e genuina, un po’ come le sigle degli anime classici che tutti ricordano (tipo “Hello Spank!….”).

In ogni caso a breve la Lucky Red dovrebbe dedicare un minisito al film in attesa della data d’uscita.

Fonte : Animeclick e Lucky Red

Princess Mononoke

Ebbene sì lo confesso….del grande Miyazaki ho visto solo “La città incantata” (2001) e “Il castello errante di Howl” (2004), mentre mi ero persa “La principessa Mononoke” (1997) ed altri grandi classici che mi propongo di vedere assolutamente, per il semplice fatto che sono rimasta incantata da questo film.

Come in molte altre opere di Hayao Miyazaki, ritornano temi come la lotta tra l’uomo e la natura, il binomio bene/male che accompagna l’uomo, ma non riesce mai interamente ad incolparlo né ad esentarlo dalle sue responsabilità e dalle ripercussioni delle sue azioni, temi importanti inseriti in storie semplici, con prospettive diverse da quelle usuali (spesso prese dal mondo infantile) , ma non per questo meno efficaci nel compito di far riflettere profondamente chi osserva.

Lo stile è inconfondibile, è quello di un autore che ancora oggi, anche con la presenza della computer grafica e di aiuti tecnologici di ogni sorta, ha scelto di realizzare a mano l’80% dei disegni per i suoi film, prendendosi il giusto tempo per ponderare ogni inquadratura, colorare ogni dettaglio, fisico e psicologico, dei personaggi, per creare così un prodotto che rasenta l’artigianalità (beh qualche aiutino l’ha accettato).

Non riporto la trama della “Principessa Mononoke” per una precisa scelta : io non la conoscevo a priori, neanche a grandi linee, e ne sono rimasta piacevolmente stupita, consiglio, quindi, di affrontare con la stessa “ignoranza” la visione del film per poi lasciarsi piacevolmente trasportare per due ore buone nel magico mondo di Miyazaki, senza preconcetti o anticipazioni. Tutto quello che posso dirvi è che la stessa cura riservata ai disegni ed all’animazione è riposta ugualmente nella sceneggiatura e nei dialoghi, e rende la storia intrigante, tanto che farete fatica a staccarvi dallo schermo con lo scorrere dei titoli di coda.