Non so se tutti abbiano visto questo anime, ma “La principessa Zaffiro”(Ribbon no kishi) è davvero una pietra miliare nella storia dell’animazione perché è il primo shojo manga (manga romantico per ragazze) ad essere stato trasposto in cartone animato.
Il manga è di Osamu Tezuka (autore di “Astro Boy”) e parla della storia di Zaffiro (Sapphire) l’erede al trono di un immaginario regno, Silverland, la quale , per errore di un angelo, nasce con un animo (kororo) sia femminile, sia maschile.
Il suo regno necessita di un erede maschio perché la legge proibisce ad una donna di regnare, per questo i genitori di Zaffiro decidono di far credere a tutti, sudditi e nobili, che sia un maschio e di crescerla come tale, risvegliando e alimentando il suo kororo maschile.
Duramlin, uno dei nobili più potenti del regno, decide di smascherarla per far salire al trono suo figlio Plastic, e fa di tutto per umiliarla, così Zaffiro decide di difendersi da sola, ma sotto le spoglie di un paladino della giustizia mascherato, Princess Knight, uno dei primi ammazzacattivi della storia degli anime.
Duramlin compare nella prima serie dell’anime (puntate 1-26) e lascia poi il posto ad altri nemici di Zaffiro: la regina ghiacciolo di Cooland e la Lega X, ed anche ad un pretendente, il principe Franz, innamoratosi di una ragazza con i capelli dai colori soavi, che lui ignora essere in realtà Zaffiro.
Dalla qualità del disegno si comprende bene che questo è uno dei primi tentativi di animazione, ma allo stesso tempo l’anime ha un tratto così caratteristico e classico che si faticherebbe a immaginarne un’edizione contemporanea. Basta guardare i personaggi, così caratterizzati come sarebbero p.e. in una fiaba illustrata per bambini, ed in effetti la trama parrebbe semplicemente associata ad un semplice racconto per l’infanzia.
In realtà dietro la storia c’è una piccola critica nascosta al Giappone maschilista e alla disparità fra i due sessi nella società giapponese, infatti il tema della diversità è sempre stato caro all’autore, a partire da “Kimba il leone bianco”, una delle sue prime opere.